
Roma, 29 luglio 2026 – La decisione della Corte d’Appello di Milano di disporre la sospensione delle attività dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto entro 90 giorni, subordinandone la riapertura alla completa bonifica dell’amianto e alla riduzione delle emissioni inquinanti, non chiude la vicenda dell’ex Ilva. Al contrario, apre una fase nuova e decisiva per il futuro di Acciaierie d’Italia e dell’intera siderurgia nazionale.
Le pronunce della magistratura si rispettano. Così come è inderogabile il principio secondo cui la tutela della salute, della sicurezza delle persone e dell’ambiente non possa essere subordinata ad alcuna esigenza produttiva.
La sentenza obbliga ora il Paese una scelta che non può più essere rinviata: definire una strategia industriale capace di rendere compatibili salute, sostenibilità ambientale e continuità produttiva.
È questa la visione che Federmanager ha posto al centro del proprio Manifesto: integrare la sostenibilità nei processi produttivi, rafforzare la competitività industriale del Paese e promuovere una managerialità capace di governare le grandi trasformazioni.
“La sentenza della Corte d’Appello rappresenta uno spartiacque che impone al Paese di assumersi una responsabilità non più rinviabile”, dichiara Valter Quercioli, Presidente di Federmanager. “La salute è un diritto fondamentale e di questo la produzione deve tenerne conto. Ma sarebbe un errore altrettanto grave rinunciare alla capacità produttiva nazionale. La vera politica industriale consiste proprio nel rendere compatibili salute, ambiente, innovazione e competitività. È arrivato il momento di decidere quale futuro vogliamo per la siderurgia italiana e, più in generale, per il nostro sistema industriale.”
La vicenda dell’ex Ilva non riguarda più soltanto il destino di uno dei principali siti siderurgici europei. Riguarda la capacità dell’Italia di definire quale politica industriale intenda perseguire in un settore fondamentale per la competitività del sistema produttivo, la sicurezza geopolitica delle filiere strategiche e l’autonomia industriale europea.
In questo quadro, Federmanager accoglie con favore la decisione del Governo di istituire un Tavolo Tecnico per individuare, insieme a tutte le parti coinvolte, le possibili soluzioni alla luce della nuova situazione determinatasi dopo la pronuncia della Corte.
La Federazione, che ha partecipato attivamente ai tavoli di confronto attraverso una delegazione composta dal Vicepresidente nazionale Gherardo Zei e dal Coordinatore della Commissione nazionale Siderurgia Paolo Bonci, considera questa scelta un passaggio di responsabilità indispensabile.
“L’istituzione del Tavolo Tecnico rappresenta il luogo nel quale il confronto deve finalmente uscire dalla logica dell’emergenza”, sottolinea Gherardo Zei, Vicepresidente nazionale di Federmanager. “Ora occorre costruire un progetto industriale credibile, fondato su tempi certi, responsabilità definite e obiettivi concretamente realizzabili. La trasformazione di Acciaierie d’Italia non può essere affrontata contrapponendo salute e lavoro, ambiente e industria, sostenibilità e competitività. La sfida è integrare questi obiettivi in una strategia coerente e di lungo periodo. Federmanager continuerà a mettere a disposizione le competenze del management industriale affinché questa transizione sia governata e non subita.”
La pronuncia della Corte apre inoltre una questione di carattere nazionale che richiede un rapido approfondimento tecnico e istituzionale. Il Paese e il sistema industriale hanno bisogno di comprendere se la decisione abbia impatti esclusivamente sul caso di Taranto oppure possa aprire un fronte anche per grandi impianti industriali realizzati in epoche analoghe. È un tema che merita un confronto serio, perché le sue implicazioni potrebbero estendersi ben oltre la siderurgia.
“Nessun grande Paese industriale rinuncia volontariamente alla propria capacità di produrre acciaio”, osserva Paolo Bonci, Coordinatore della Commissione nazionale Siderurgia di Federmanager. “La siderurgia primaria rappresenta una componente essenziale delle filiere della meccanica, dell’automotive, dell’energia, delle infrastrutture, della cantieristica e della difesa. Preservarne la capacità produttiva, nel pieno rispetto degli standard ambientali e sanitari, significa rafforzare la resilienza industriale dell’Italia e dell’Europa. Dichiarare strategico un sito industriale, tuttavia, non basta: occorre dimostrare di essere in grado di trasformarlo. Per riuscirci servono investimenti, innovazione, governance e competenze manageriali capaci di guidare processi complessi senza interrompere la continuità produttiva.”
La vicenda di Acciaierie d’Italia conferma ancora una volta che le politiche industriali non si misurano soltanto con le risorse stanziate o con gli obiettivi dichiarati, ma soprattutto in base alla capacità di realizzarli attraverso una governance efficace, decisioni tempestive e competenze adeguate.
Sono le competenze manageriali che consentono di governare processi complessi, coordinare soggetti pubblici e privati, garantire sicurezza, accompagnare la trasformazione tecnologica e mantenere competitività e coesione sociale.
Per questo Federmanager conferma la piena disponibilità della propria Commissione Siderurgia, della Commissione Ambiente e della Commissione Innovazione, e più in generale del management industriale italiano, a mettere competenze, esperienza e capacità progettuale a disposizione del Tavolo Tecnico annunciato dal Governo.







